Mi immagino le vostre facce nel leggere il titolo di questo post: " Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhh?!"
No, non sono impazzita, è solo che per creare gli orecchini che vi voglio mostrare ho usato quei cestini di plastica dove vendono la ricotta (in realtà qui la ricotta non esiste, però il formaggio in questione è un formaggio fresco locale molto simile), il cestino bianco che vedete in foto:

Ha un bellissimo fondo "traforato", che ho ritagliato e nei fori ho fatto passare un filo sui toni del viola per un paio di orecchini e sui toni del verde per l'altro paio (il filo verde è quello che avevo già usato per il secondo paio di orecchini di questo post e che avevo ricavato da un paio di babbucce che ad Enrico non andavano più bene). Per decorarli: un po' di colore a rilievo argento glitter, una perlina, un anellino di metallo rivestito all'uncinetto... e il gioco è fatto!

Che dite, vi piacciono?

Ebbene sì, la febbre del tricotin ha colpito anche me! Dopo aver letto in tantissimi blog le prodezze di chi con questa tecnica fa collane, scaldacolli, cappelli e molto altro, ho voluto provarci anch'io. Solo che non ho ereditato nessun tricottino (il telaio che serve per tricottare) e, prima di comprarlo, ho voluto vedere se riuscivo a farmene uno decente con quello che avevo in casa. Ve lo voglio far vedere, perchè magari può servire come idea a qualcuno. Ho fatto vari tentativi, con rotoli di carta igienica, bottigliette dello yogurt da bere, anime di cartone dei rotoli di scotch, graffette, chiodini, puntine,... Ma alla fine ho trovato la soluzione ideale... almeno per me. Quello che serve è un barattolino delle bolle di sapone e delle molle fermafogli: la plastica del barattolino è meglio del cartone, perchè è rigida, ma non lo è troppo e riesce a sformarsi un pochino in modo che le molle aderiscano bene e non ciondolino; poi il diametro è quello giusto per far venir fuori un lavoro né troppo stretto né troppo largo ed è anche comodo da impugnare.
Con un taglierino ho tagliato via il fondo del barattolino e da questa parte (non dalla parte dell'apertura, perchè c'è la scanalatura per avvitare il tappo) ho inserito quattro molle: il fermaglio rivolto all'interno l'ho richiuso dentro il barattolino, mentre l'altro l'ho lasciato rivolto verso l'alto - se si lasciasse quello più interno rivolto verso l'alto, sarebbe molto più scomodo mentre si lavora, perchè tenderebbe a richiudersi verso l'interno del barattolino. Dalla foto si capisce meglio che non dalla mia spiegazione.


Io mi ci trovo benissimo: i fermagli delle molle in fondo si allargano, così è molto difficile che il filo esca accidentalmente, ma è comunque comodo quando si lavora e si deve "scavalcare"(io uso un uncinetto).
Sì, ma ora che l'attrezzo è pronto, che ci faccio? Come si fa a tricottare?
Bene, io ho imparato in 5 minuti, davvero, proprio cinque, grazie al bellissimo tutorial di Vannalisa del blog Méli-Mélo.
Adesso ogni momento libero lo passo a tricottare e nei prossimi giorni vi farò vedere cosa sto preparando.

Ghette

Dopo il telo copritutto, ecco un'altra idea per riutilizzare il prezioso telo impermeabile di un ombrello rotto: si puó dar vita a un utilissimo paio di ghette, per tenere all'asciutto i piedi e l'orlo dei pantaloni. Ho messo un elastico sia in alto, a livello del polpaccio, sia in basso, per farle aderire bene alla suola.

Eccole all'opera in una giornata piovosa e nebbiosa.

Le tengo nello zaino assieme al telo: con il clima superpiovoso che c'è qui da noi in questa stagione, è bene averle sempre sottomano.
Ciao ciao!


Questo è l'ultimo dei regali che ho preparato per Enrico. Non vi posso dire quanto tempo ci ho messo a prepararlo, perchè mi vergogno, ma devo dire che è quello di cui vado più orgogliosa. Non sarà perfetto, ma a Enrico piace tantissimo e questo è quello che conta di più! Lo chiama "nonno", che poi è una delle 5 parole che dice per ora. Diciamo che chiama "nonno" qualche decina di cose. Vedremo se gli rimarrà questo nome o no, sarà il mio gn-ometto a decidere.
I tutorial che ho seguito li trovate
qui e qui, ma sono andata anche molto a occhio - e si vede!
Qualche giorno fa sul bellissimo blog
La pappa dolce ho trovato questo e-book gratuito per realizzare una bambola di questo tipo: ah, se solo l'avessi avuto fra le mani prima!
Per quanto riguarda i vestiti, i pantaloni li ho comprati (sono una calzamaglia per bambini prematuri); le babbucce sono un regalo che i nostri padroni di casa ci hanno fatto quando è nato Enrico, lui però non è mai riuscito a metterle, perchè anche appena nato aveva già due belle fette; la maglietta, invece, l'ho fatta io con quello che era rimasto della maglietta che ho usato per fare il
gufetto.
I capelli sono stata la parte più noiosa e anche quella che è andata più a rilento: sono stata indecisa se attaccarli direttamente alla testa o cucirne solo alcuni ad uno dei primi cappelli di Enrico e poi cucire il tutto alla testa, ma, conoscendo il mio pollo, sapevo che avrebbe strappato via tutto, con la sua ben nota delicatezza, per cercare di togliere il cappello, perciò ho optato per la prima ipotesi e li ho attaccati
così. Ora spero solo che non strappi tutto tirando i capelli! Per ora resiste.
E con questo ho concluso la carrellata dei regali di Natale, ora si torna alle "solite" creazioni.
Buona Befana a tutte le befane!

Questa era un'idea che avevo in mente da tanto tempo e finalmente per Natale sono riuscita a realizzarla. E' un altro dei regali che ho preparato per Enrico: il primo paio di booties o pantofoline antiscivolo.

Ho usato degli avanzi di stoffa di due tipi: quella a quadretti con le macchinine è di cotone e l'ho usata per l'interno, mentre quella grigio fumo è maglina e l'ho usata per l'esterno, perchè è abbastanza spessa, ma non mi sembrava l'ideale a contatto con la pelle quando le userà senza calze. Queste sono le varie parti (della stoffa a quadretti avevo degli scampoli normali e due piccoli scampoli imbottiti, che sono bastati giusto giusto per ritagliare le 2 suole):

Ho iniziato cucendo le parti uguali ritagliate nei due tipi di stoffa; poi ho cucito, diritto contro diritto, la parte anteriore della pantofola e la suola.

Nella parte posteriore ho inserito un elastico su uno dei lati lunghi...

...e poi l'ho cucita, sempre diritto contro diritto, alla suola e alla parte anteriore.

Infine è bastato rivoltare il tutto... ed ecco pronte le babbucce!

Non ho seguito un tutorial particolare, però cercando in rete se ne possono trovare tanti, ad esempio quello di Claudia; da lei tra l'altro si può comprare anche il tessuto antiscivolo. Io non ce l'avevo e così ho utilizzato il colore a rilievo, che, una volta asciutto, rimane un po' appiccicoso. Vediamo quanto durerà. Altrimenti comprerò da lei il tessuto antiscivolo.


Sembra che Enrico ci stia comodo: le ho fatte un pochino abbondanti in modo che gli vadano bene per un po'.
Devo dire che mi piacciono così tanto che sto già pensando di farne un paio anche per me.
Domani vi mostro l'ultimo regalo che gli ho preparato, poi con la Befana si volta pagina e ci si lascia alle spalle il Natale.
Ciao ciao!

Questa è la storia di un'amicizia nata da poco e... be', dire a distanza è dire poco, visto che ci separano più o meno 3000 km. Potenza della Rete che annulla le distanze e fa incontrare, seppur virtualmente, persone divise da mezzo oceano! Un'amicizia nata da uno scambio di libri tra mamme e che chissà dove ci porterà. Lei, la mia amica, è Valentina del blog Parole di latte.
In realtà di lei so molto poco, ma quello che ho scoperto finora mi piace moltissimo. Leggendo ogni giorno quello che scrive nel suo blog ho potuto capire che è una mamma dolcissima e supercreativa, che si dedica con amore alle sue figlie, trovando sempre nuovi giochi ed attivitá da fare insieme a loro. E' un vulcano di idee: ogni giorno mi meraviglio di quello che riesce ad inventarsi e aspetto con ansia ogni suo nuovo post.
Ma è anche una scrapper coi fiocchi e quando tornerò in Italia vorrei tanto farmi dare qualche lezione da lei.
E grazie a questo contest ho scoperto che ha anche un futuro come fumettista! Vale, davvero, secondo me dovresti pensarci seriamente!

Non siamo amiche di vecchia data, non abbiamo aneddoti divertenti da raccontare, ma proprio questo è il bello, è tutto da scoprire. La nostra amicizia ha il sapore della gioia e della trepidazione che si prova quando si ha in mano un regalo da scartare e si comincia a fantasticare su cosa possa contenere; c'è tutto il fascino della scoperta, giorno per giorno, di nuovi piccoli particolari.
E' stata lei a propormi di partecipare insieme a questo contest e devo dire che mi ha proprio preso alla sprovvista, però ho accettato subito, pur non essendo una gran cuoca, perchè è sempre divertente mettersi in gioco.
La ricetta che abbiamo scelto di condividere è un risotto con zucca e formaggio, ma abbiamo pensato, anzi no, a dire la verità l'idea è di Valentina, ha pensato di fare una variante italiana e una portoghese, visto che io abito alle Azzorre, che sono territorio portoghese. Quindi sarà un risotto con zucca e gorgonzola per lei e con zucca e un formaggio tipico delle Azzorre per me: il formaggio si chiama Ilha Azul (cioè isola azzurra, come è soprannominata la nostra isola, Faial, per via del colore meraviglioso delle ortensie che in primavera la ricoprono in buona parte) ed è prodotto col latte delle mucche azzorriane, che si trovano in ogni prato di queste meravigliose isole, manco fosse la Svizzera, e che qualche volta arrivano fin sotto la nostra finestra.
Insomma una ricetta uguale, ma diversa. Una ricetta che ci unisce perchè a me ricorda la tanto amata/odiata Italia, dove ci sono i miei affetti più cari, ma che mi ha costretto ad andare lontano per trovare un lavoro degno di questo nome; e a lei ricorda la sua meravigliosa luna di miele in Portogallo, a Madeira.

Bando alle ciance quindi ed ecco qui la nostra ricetta, semplice, rustica, ma gustosa:

Ingredienti (per 2 persone): 500 gr. di zucca già pulita, 180 gr. di riso, 150 gr. di formaggio saporito e abbastanza cremoso, circa 1 l. di brodo di verdure, 1 bicchiere di vino bianco, 1 cipolla grossa, olio extravergine d'oliva, sale

1 - In una padella antiaderente mettere a soffriggere la cipolla. Intanto pulire e grattugiare la zucca e tagliare a cubetti il formaggio.
2 - Quando la cipolla è ben dorata, aggiungere il riso e sfumare con il vino bianco; quando il vino è evaporato, cominciare a versare poco alla volta il brodo di verdure, in modo da farlo assorbire pian pianino. Mescolare spesso.
3 - Dopo 5 minuti aggiungere la zucca grattugiata e il sale. Mescolare e continuare a versare il brodo poco alla volta.
4 - Quando il riso è al dente, aggiungere il formaggio in modo che abbia il tempo di sciogliersi.
5 - Aggiungere brodo finchè il riso è cotto, spegnere e lasciare riposare per qualche minuto. Infine servire ben caldo.
Suggerimento: per profumare il risotto si può aggiungere qualche foglia di prezzemolo tritata.

Oggi anche Valentina pubblicherà un post con la sua ricetta - e molto altro - e insieme partecipiamo al contest di cucina Aggiungi un blogger a tavola organizzato da Genny del blog Al cibo commestibile. Alla coppia vincitrice spetteranno due favolosi Food processor Artisan KitchenAid! Più che un elettrodomestico, un sogno!
Incrociamo le dita e... buon appetito!

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Se cercate creazioni perfette, elaborate e sciccose... avete sbagliato blog! ^_^ In questo piccolo angolo di web troverete creazioni per lo più semplici e veloci preparate usando tecniche diverse e con un occhio al riutilizzo dei materiali, perchè cerco sempre di dare una seconda vita alle cose. Troverete anche giocattoli, perchè mi piace vedere la faccia del mio bimbo che si illumina quando prende in mano un gioco fatto da me. E anche attivitá per bambini, suddivise in base all'età e liberamente ispirate al pensiero montessoriano.
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31 anni, mamma, biologa, creativa nel (poco) tempo libero, dopo essere stata per 3 anni naufraga su di uno scoglio in mezzo all'oceano chiamato Faial, ora vivo in Toscana con il mio compagno e il nostro gn-ometto e cerco giorno per giorno la mia nuova strada.

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